Il treno va

Fidanzati appassionati ma ognuno a casa sua

Episode Summary

Episode Notes

Caro Gianluca,
sono una donna di 41 anni, con un figlio di 21. Il padre di mio figlio non si è mai interessato a lui, ma ho una famiglia meravigliosa e non abbiamo mai sentito la sua mancanza, né affettivamente, né economicamente. Mio figlio è un ragazzo il classico bravo ragazzo, abbiamo un rapporto franco e aperto, non mi ha dato mai grosse preoccupazioni e adesso, in questo momento di crisi, si è pure trovato un lavoro che lo soddisfa.

Allora perché ti scrivo? Per il mio "fidanzato"!
Un uomo perfetto, di cui mi sento profondamente innamorata, che mi ama e me lo dimostra; tutte le altre donne me lo invidiano perché comunica ed è capace di esprimere i suoi sentimenti e, addirittura, riesce ad ascoltarmi e capire ciò che gli dico! Abbiamo molti interessi in comune e ridiamo spesso quando siamo vicini. Ha uno splendido rapporto con mio figlio e gli vuole realmente bene. Ma, io non voglio sposarlo e non voglio neanche vivere con lui, nonostante stiamo insieme da 12 anni. Non riesco a rinunciare ai miei spazi, ai miei tempi, alle mie abitudini; non gradisco che mi veda la mattina con gli occhi cisposi e l'alito che puzza, o la sera, stanca, con la tuta di pile e la mia supercomoda vestaglia viola; non voglio rinunciare a poter cenare a mezzanotte con latte e biscotti o saltare il pranzo perché mi dà noia cucinare; non voglio che sappia quali stupidissima serie tv guardo quando mi annoio o che leggo gli harmony nelle domeniche piovose; non mi piacerebbe fargli subire troppo i miei cattivi umori o le mie irritazioni o anche io subire i suoi; non ho interesse a scoprire se divide i bianche dai colorati per fare la lavatrice o innervosirmi perché lascia gli sportelli aperti in cucina.

Un paio di mesi fa mio figlio è partito per una vacanza e allora lui è stato a casa mia per una settimana: a suo dire, un periodo perfetto; io, non vedevo l'ora che finisse. Non mi fraintendere, è andato tutto bene, non abbiamo mai avuto né uno screzio né un litigio, ci siamo divertiti a cucinare insieme, mi è piaciuto ascoltarlo mentre suonava per me, abbiamo fatto un sacco l'amore. Ma, quando è finita la settimana e ho avuto il mio letto tutto per me, mi sono sentita colpevolmente contenta.

Io, scherzando ma non troppo, gli dico che lo sposerò solo quando sarò malata o incapace di prendermi cura di me, perché mi fido solo di lui per prendere le decisioni sulla fine della mia vita. Lui, invece, scherzando molto meno, mi ha chiesto qualche volta di sposarlo, romanticamente e con il viso stravolto dai sentimenti. Io non capisco l'istituto del matrimonio o della convivenza, non è più amorevole e interessante vedere la persona di cui sei innamorata quando hai voglia di vederlo e quando ha voglia di vederti? Non prendiamoci in giro: generalmente le donne si sposano per avere bambini e gli uomini per avere la badante. Io il "bambino" ce l'ho e non sono interessata a farne altri e lui è perfettamente in grado di badare a se stesso grazie a una madre che l'ha "costretto" a farlo. Quindi perché rischiare di rovinare questa unione? Pensi che prima o poi dovrò capitolare per non perderlo?