Caro Gianluca,
Io ho 29 anni, lui 32. Due anni fa ci siamo conosciuti tramite amici comuni ed è stata subito grande attrazione. Quello che ci ha da subito immediatamente una enorme intesa è stata l'attrazione fisica. Il sesso con lui è stato fantastico dall'inizio e per due anni mi sono sentita pienamente appagata come donna, come mai prima, parlo sia di qualità che di quantità. L'unico motivo di scontro è stato quello che definirei ideologico-sociale, lui frequentava amici diciamo alternativi e un po'artistoidi e vedeva tutta la realtà in questa chiave antagonista, cosa che io ho cercato di rispettare anche se non la condidividevo, al contrario lui a volte mi ha fatto sentire in profondo disagio quando ironizzava o criticava palesemente alcuni miei gusti televisivi, sai le cose stupide che si vedono le ragazze in tv sul make up? oppure programmi di intrattenimento che tra l'altro mi sono ben guardata dall'imporgli? Ecco, io ho sempre convissuto con questa sensazione sottopelle che lui si sentisse in qualche modo superiore a me, o migliore.
Mi ha lasciato all'improvviso spiegandosi che è da mesi che ci pensa e che insomma non se la sente di andare avanti, tra me e lui c'è un solco che il sesso non basta a colmare.
La cosa che più mi fa imbestialire è che per mollarmi ha tirato in ballo un film, sì una commedia un po commerciale ma che ti fanno stare bene giusto il tempo della visione, e questo lo ha preso come elemento emblematico delle nostre differenze.
Ora ti chiedo, vedi? hai appena sentito una storia che mi sembrava avere le condizioni ideali per un maschio, almeno per come lo dipingi tu: sesso superlativo per ammissione reciproca, nessuna convivenza, frequentazione solo nel week end, ampia autonomia niente impegni familiari imposti e così via. Eppure non è bastato, se devo credere alle sue parole,perché voleva avere anche un'intesa mentale piena . E allora eccoti qui, da una parte un maschio che apparentemente ragiona come una donna e una donna che ragiona come un maschio. Tu come te la spieghi?