Caro Gianluca,
oggi ho bisogno delle più classiche delle consulenze sentimentali e ho bisogno proprio di un punto di vista maschile, prima che io diventi definitivamente matta o esaurita. Ho 30 anni, sono fidanzata con un mio coetaneo da due anni. Per vari motivi non viviamo insieme formalmente ma di fatto sì. Io ho sempre pensato di lui che fosse l'uomo giusto con cui avere una storia di lunga durata, non dico vita natural durante, ma almeno per un po' di anni sì. E l'ho sempre pensato, non per chissà quali congetture ma semplicemente perché lo amo da quando l'ho conosciuto e fino a qualche mese fa siamo sempre stati benissimo, affiatati, anche nel quotidiano.
Poi tre mesi fa comincio a sentire che in lui qualcosa non va, percepisco in lui un po' di stanchezza. Ok, capita sono periodi, dice lui... Però noto che le sue disattenzioni sono rivolte a me, gesti spontanei di una volta spariscono. Che so, ad esempio la domanda "senti ti vengo a prendere se esci tardi al lavoro e sei stanca e ci andiamo a mangiare una pizza?" sparisce, come sparisce anche la voglia sua di fare sesso. Gli chiedo se il problema sono io e lui dice di no. Ma dopo due mesi vedo che non cambia nulla, anzi mi convinco che il problema sono proprio io e glielo dico chiaramente.
Lui comincia con quella tiritera del sono solo stanco e un po' confuso, dopo un tentativo di chiarimento di ore che mi sfinisce perché non sopporto estorcere confessioni, lui ammette che deve capire, che lui sente di amarmi ma che se io noto un suo cambiamento nei miei confronti deve essere vero e che ci deve pensare, che forse ho ragione. Niente di conclusivo, va avanti un tira e molla continuo alla fine del quale io mi aspetto di sentirmi dire, ahimé, una frase definitiva, banale quanto essenziale: "non ti amo più". Che mi farebbe male, ovvio ma almeno non sarebbe questo continuo stillicidio di mezze ammissioni strappate da me, dopo analisi inutili, vani tentativi di pseudointrospezioni psicologiche.
O forse sono io a non capire niente?Allora mi rivolgo alla ia migliore amica che conosce bene anche il mio fidanzato e chiedo aiuto a lei che è smaliziata e ne ha viste di cotte e di crude. Lei mi dice senza mezzi termini: Cara mia mi spiace, ma mi pare che tu stia subendo proprio la classica strategia di fuga maschile. Lui secondo me non ti ama più da tempo ma non ha il coraggio di dirtelo. Ha un'altra storia? Si è semplicemente stufato? Non ha importanza sapere quale sia il motivo, fregatene. Quello che mi pare chiaro è che come fanno sempre i maschi non ha il coraggio di dirtelo, non vuole lasciarti perché si sente in colpa. E quindi aspetta che sia tu a lasciarlo. Ti sembra un comportamento strano? Niente affatto. Sì lui aspetta che sia tu a mollarlo così non ti fa sentire rifiutata. I maschi fanno sempre così. Ti lasciano l'onore di chiudere la storia... Vuoi mettere dire alle amiche "sapete con lui non ci stavo più bene e ho chiuso" piuttosto che "mi ha detto che non mi ama più e mi ha mollato per un'altra"?.
Devo dire che questa interpretazione della mia amica mi fa ancora più incazzare, scusa la parola, della delusione per la situazione. Ora da te vorrei sapere che ne pensi. E' così anche per te? Gli uomini quando non amano più si fanno lasciare? Devo andare da lui e dirgli: "caro ti tolgo io d'impaccio dalla tua vigliaccheria?"