Caro Gianluca,
Quando finisce una storia? Non mi riferisco ovviamente a cause manifeste, come ad esempio il tradimento o simili.
A me è successo un bel giorno di cominciare a vedere cose irritanti e persino a provare fastidio per dei suoi comportamenti, che so il classico tubetto del dentifricio non chiuso, ma anche il suo modo di mangiare.
Ovviamente so bene che in realtà questi non sono altro che sintomi e non cause. So bene che in realtà erano altre le cose che di lui cominciavano a non piacermi più.
Ti racconto solo un episodio, forse insignificante per te ma per me fondamentale. Tra le tante incombenze domestiche che ci siamo equamente ripartiti, quella di lavare i piatti era toccata a me, lo preferivo al passare l'aspirapolvere. Quando però io non ero in casa, per esempio a pranzo, ovviamente toccava a lui lavare i suoi piatti. Il risultato? Più di una volta ho dovuto lavare le pentole lasciate sporche nel lavandino quando dovevo preparare la cena.
Ma soprattutto un dettaglio mi irritava più di tutti: la sua tazzina del caffè, bevuto nel pomeriggio, lasciata non nel lavandino ma sul bordo, lì a seccare, poggiata con mano distratta, col cucchiaino con la goccia di caffè incollato.
Chiunque sa che basta versare un po' d'acqua della tazzina, e lasciarci il cucchiaino dentro per evitare la fatica di raschiare via il caffé rinsecchito per ripulirla. Ecco questo gesto di indifferenza verso chi poi dovrà lavare la tazzina al posto tuo mi ha deluso, mi è sembrato il classico gesto epifanico. E quando l'ho lasciato non potevo certo dirgli che il nostro problema è stato un cucchiaino abbandonato ...
Ora mi darai della paranoica, ma ti assicuro che non sono né una maniaca della pulizia né una ossessionata dall'attenzione dell'altro. Avrei voluto semplicemente essere amata.