Il treno va

Solitudine al femminile

Episode Summary

Episode Notes

Caro Nicoletti,
sono una sessantacinquenne, con alle spalle gioie e dolori. Le gioie le definirei frivole ma mi appagavano, non ho avuto figli in quanto ancora oggi convinta che la maternità pretende giustamente un pezzo di noi stessi, egoisticamente mi sono dedicata al lavoro, più facile e meno impegnativo da gestire.
Ho avuto amori, quello con l'A purtroppo è mancato ma fortunatamente ho conosciuto la pienezza di questo sentimento. I prima di lui sono stati carini ed evanescenti, il dopo lui è stata una lunga relazione con convivenza che è terminata piuttosto (eufemismo) bruscamente.
Eccomi giunta alla gestione della solitudine, terminato il lavoro e la convivenza, molte amicizie si sono dissolte vuoi per il lavoro che era lontano da dove ora vivo, vuoi perché gli amici in comune con l'ex si sono divisi, come nel PD.
Ho fatto un ragionamento vista l'età, chiusa la porta allo altro sesso, mi resta il mondo femminile e mi sono trovata con sete di amiche, di parole da condividere, di passeggiate, di viaggi. Per aiutare gli altri e me stessa mi sono data al volontariato, su più fonti (Caritas, Sportello donna, presenza in una biblioteca museo) le giornate potrebbero definirsi piene, ma non trovo persone con cui condividere il tempo libero, terminati gli impegni terminati i contatti.
Ho anche pensato di rivolgermi a siti o a blog ove trovare coetanee sole con medesimi interessi ed ancora il desiderio d'ammirare la bellezza della vita, ma oggi sono così facili i fraintendimenti!!
Ho esposto da donna il mio punto di vista sulla gestione della solitudine.
Secondo il suo punto di vista un uomo come coordinerebbe il vuoto silenzioso che si crea nell'intimo?